Ambiente

Mamma colibrì costruisce un nido dotato addirittura di un tetto per prendersi cura dei suoi piccoli in arrivo

"Una mamma amorevole..."

Mamma colibrì costruisce il suo nido ed è uno spettacolo straordinario. Non c’è niente di più tenero di un nido di un uccello. Una piccola meraviglia delle tante che la natura ci regala.

Ma mai si era visto un nido con un tetto! Ebbene lo ha fotografato la guida naturalistica Bianca Soares in una delle sue passeggiate nelle foreste del Paraguay.

Nella sua foto si vede questo piccolo rifugio, costruito con ramoscelli, fili d’erba e piume, sormontato da una larga foglia a fargli da tetto. Incredibile! Una foto bellissima che è diventata subito virale.

Bianca Soares ha continuato poi a fotografare il nido anche nelle settimane seguenti, fino alla nascita dei pulcini. Nelle sue foto traspare tutto l’amore di una mamma per i suoi piccoli, una tenerezza infinita. Non solo, si scopre anche l’intelligenza di questi volatili, i più piccoli al mondo.

I colibrì uccelli dalle piume iridescenti

Colibrì

I colibrì sono uccelli che si distinguono specialmente per i loro bellissimo piumaggio dai colori iridescenti, una delle cause per cui in passato venivano anche cacciati. Sono agilissimi, possono volare velocemente in tutte le direzioni e sono in grado di librarsi sul posto come un elicottero.

Possiedono un lungo becco affusolato con il quale prendono il nettare dal centro di lunghi fiori tubolari, specie di colore rosso o arancione. Vivono nel continente americano.

I colibrì sono da sempre un simbolo di libertà. Nessuno, in passato è riuscito a resistere all’incanto di questa creatura. Dalle antiche civiltà americane fino agli zoologi che li hanno studiati, tutti hanno subito il loro fascino.

Ed anche noi che abbiamo visto le foto di questa “piccola casetta” realizzata dalla Mamma colibrì, siamo rimasti meravigliati. Ci è sembrata una mamma perfetta, amorevole e protettiva, forse più di noi “mamme umane”.

Speriamo di vedere altre foto così belle di questi splendidi uccelli, che non a torto lo zoologo Audubon chiamava “frammenti di arcobaleno”.

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