La storia della cagnolina cieca che da 10 anni aspetta il proprietario nello stesso posto dove è stata abbandonata

Sono trascorsi anni, ma resta fedelmente al suo posto e rifiutando chiunque cerchi di condurla via con sé

“Se guardi negli occhi il tuo cane come puoi dubitare che abbia un’anima? ” Così scriveva nel 1800 il grande Victor Hugo a proposito della fedeltà e della lealtà di nostri amici a quattro zampe.

La storia di Bokshil, la cagnolina cieca, invecchiata nell’attesa dei suoi padroni, sembra confermare l’intuizione dello scrittore e drammaturgo francese.

Una storia, quella di Bokshil, come centinaia se ne leggono sulle cronache, e che dimostra come questa cagnolina cieca viva nell’attesa di una promessa.

“Aspetta qui”, le disse il suo padrone prima di trasferirsi e di lasciarla sulla strada.

E questo cagnolina ha preso sul serio l’esortazione del suo padrone, e non si è mai mossa dal punto in cui è stata abbandonata.

La storia che stiamo raccontando arriva dell’estremo Oriente, precisamente dalla Corea del Sud.

Quella di questa cagnolina fedele ricorda un’altra dimostrazione di attaccamento da parte dei cani, ripresa anch’essa dalle cronache di tutto il mondo.

Come dimenticare infatti Hachiko, il cane diventato famoso in tutto il mondo per la sua fedeltà al proprietario, l’agronomo giapponese Hidesaburō Ueno.

Hachiko rimase per circa 10 anni nei pressi della stazione giapponese di Shibuya, il luogo dove ogni giorno il suo padrone prendeva il treno per andare al lavoro.

Hachiko e la cagnolina cieca condividono la stessa speranza, quella di poter rivedere la persona alla quale hanno dedicato la loro fedeltà e il loro amore.

La cagnolina cieca aspetta con commovente fedeltà il suo padrone

Oggi Bokshil gode delle cure e dell’affetto degli abitanti del quartiere che conoscono la sua storia. La cagnolina è nutrita, lavata e trova sempre un riparo nelle case del quartiere.

Ma pur apprezzando queste attenzioni, non vuole saperne di abbandonare quel posto dove il padrone le aveva detto: “Aspetta qui”.

E così gli abitanti del luogo le hanno preparato una cuccia, un riparo nella quale Bokshil trova conforto durante la notte o nelle giornate piovose.

Con il passare del tempo la salute della cagnolina cieca si è fatta precaria. Bokshil soffre di cataratta e capita che quindi confonda le persone e provi a seguire qualcuno che le ricordi il padrone nel profumo, nel tono della voce.

Il veterinario che se ne prenda cura ha raccomandato più volte di non forzarla, per non crearle un altro trauma.

Per questo, la comunità del quartiere che di fatto ha adottato questa fedele cagnolina, rispetta l’invito del veterinario, ma non le fa mancare cibo e cure.

Visto che l’età avanza anche i denti di Bokshil non sono quelli di una volta, e la gara per prepararle del cibo ben triturato non conosce limiti.

Siamo certi che la cagnolina si rende conto dell’affetto e delle cure che il vicinato non le fa mancare. Ma, ostinatamente, attende.

È questo che ci fa dire che il grande Victor Hugo non si sbagliava a proposito di questi fedeli animali.

Un invito alla lettura:

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